Gruppo facebook “Giustizia e verità: no all’accanimento mediatico contro Massimo Bossetti”: l’Italia che dice no ai linciaggi mediatici

In queste pagine, ho criticato duramente chi nel nostro Paese ha scordato i principi di civiltà e messo in atto una operazione di vero e proprio linciaggio mediatico ai danni di Massimo Bossetti.
Il giorno successivo al fermo di Bossetti, rimasi così sconvolta da alcune esternazioni che stavo leggendo in rete, che incitavano al linciaggio ed alla tortura di quest’uomo e perfino dei suoi bambini, che pubblicai sulla mia pagina facebook uno stato che vale la pena riportare pari pari:

“Non siete persone giuste né persone indignate, siete persone incivili e pericolose.
Questo è il mio secondo e ultimo stato sulla vicenda, poi calerà il mio “silenzio stampa” fino alla conclusione del processo, sempre se sarò ancora in vita, vista la durata dei processi nel Bel Paese.
Da ieri pomeriggio ci vuole un certo coraggio a guardare la home di facebook.
Invocare a gran voce, come state facendo, la pena di morte, la tortura, la lapidazione in nome della giustizia non solo non fa di voi delle persone migliori bensì fa di voi delle persone pericolose
Avete un concetto della giustizia rimasto fermo di qualche secolo: siete come quelli che andavano con il forcone a prendere a casa uno che era stato additato come “mostro”.
Vi dite pronti pronti a uccidere solo perché vi fanno vedere una foto in TV… e poi usate la scusa “i bambini non si toccano”, ma è solo un pretesto: perché il fatto che siate persone che invocano il linciaggio e la tortura nei confronti di una persona il cui volto è stato sì mostrato dai media… ma che ancora non ha subito nessun processo e, fino a prova contraria, potrebbe anche non essere colpevole.. mostra platealmente quanto odio nutriate, nel profondo, per la persona umana.
E allora mi viene il sospetto che la vostra indignazione sia tutta di facciata, e che questo ennesimo mostro da prima pagina le cui responsabilità non sono ancora state accertate sia solo un nuovo strumento, concesso al popolino affinché possa sfogare le proprie pulsioni più grette senza rimorsi e sensi di colpa, risparmiati dal comodo pretesto.
Io non so se questa persona sia colpevole o innocente, ma so che ancora nessuno lo ha accertato e questo mi basta e avanza per tacere.
E, di fronte a tutto ciò che purtroppo sto leggendo, come l’augurio di ottenere “giustizia sommaria” in carcere ad opera di altri detenuti, anche io vorrei fare un augurio a questa persona, e nello specifico gli auguro con tutto il cuore di essere colpevole, perché nel caso in cui non lo fosse non oso immaginare fino a che punto media e forcaioli telematici della prima ora abbiano potuto rovinare la sua vita.
Passo e chiudo.”

Quando scrissi questo stato su facebook, ancora non avevo letto (anche perché ancora non era stata emessa) l’ordinanza del GIP, dalla quale è partita la mia ricerca di fonti, attuali e passate, per cercare di ricostruire la vicenda.
Quando leggendo gli atti e facendo un controllo incrociato con altre fonti mi sono resa conto che i miei dubbi sulla colpevolezza di Bossetti erano infinitamente maggiori delle mie certezze, ho deciso di venir meno alla promessa che avevo fatto, cioè il “silenzio stampa”.

Il silenzio è un’arma a doppio taglio: da un lato offre una tranquillità di facciata, dall’altro si traduce in una forma di inerzia ed indifferenza che può rivelarsi deleteria.
Se tutti tacessero, se nessuno protestasse, se non si levasse mai alcuna voce contraria, non sarebbe possibile alcun progresso.

Così, ho deciso di creare un gruppo facebook, chiamato “Giustizia e verità: no all’accanimento mediatico contro Massimo Bossetti”: un gruppo nel quale esprimere e condividere dubbi, proporre ricostruzioni alternative, cercare spiegazioni e soprattutto stigmatizzare quei linciaggi mediatici che tanto costano, al nostro Paese, in termini di dignità.

Sono felice di aver scoperto, anche grazie a questo piccolo spazio virtuale, un’altra Italia: l’Italia di chi non ci sta, l’Italia di chi non tace, l’Italia che si oppone alla sopraffazione, l’Italia che preferisce la ragione alla forza bruta, l’Italia che solidarizza con un uomo che si proclama innocente e difende il suo diritto ad essere considerato tale fino a sentenza definitiva passata in giudicato.

Per questo, vorrei ringraziare singolarmente, anche se per questioni di spazio non farò i nomi, tutti gli iscritti, che volontariamente ogni giorno si impegnano nel portare avanti un sano ideale di giustizia e di garantismo.

Invito chiunque leggesse questo blog e fosse mosso da analoghi intenti ad aderire al gruppo, ed a tal fine ne presento anche qui il regolamento:

“Questo gruppo nasce allo scopo di vagliare e diffondere in una prospettiva strettamente garantista la vicenda mediatico-giudiziaria relativa a Massimo Giuseppe Bossetti, attualmente indiziato per l’omicidio della piccola Yara Gambirasio.
Il gruppo è aperto al dibattito ed ai più svariati apporti da parte dell’utenza, che potrà contribuire, con le proprie riflessioni, a vagliare materiale mediatico e/o documentale ovvero a proporre ipotesi alternative sulla vicenda, ricordando sempre che è severamente vietato inserire accuse rivolte a persone specifiche: nel caso in cui ciò dovesse avvenire, l’amministrazione declina ogni responsabilità.
Attualmente vi è un controllo sui post, ma è finalizzato unicamente ad evitare l’intervento in massa di provocatori: non appena ci conosceremo meglio ed il clima sarà più consono, questa misura verrà meno.
Il gruppo NON è finalizzato allo scontro tra “colpevolisti” ed “innocentisti”.
Il principio di rispetto della presunzione di innocenza che ispira il gruppo non è aggirabile in alcun modo: per questa ragione, eventuali post tesi alla sterile denigrazione del signor Bossetti e della sua famiglia, all’insulto o alla divulgazione di tesi colpevoliste non verranno approvati o, qualora inseriti tra i commenti, l’amministrazione si riserva la facoltà di eliminarli.
Il gruppo è esplicitamente finalizzato a sensibilizzare e dibattere sulla pressante questione del diritto alla presunzione di innocenza ed alla stigmatizzazione di processi mediatici di stampo medioevale.
Il gruppo continuerà a perseguire la sua attività informativa per tutto il tempo necessario, anche qualora questa vicenda dovesse protrarsi negli anni.”

“AVVISO PER CHIUNQUE FACESSE RICHIESTA DI ISCRIZIONE:
il gruppo è impostato come aperto affinché i suoi contenuti siano fruibili a tutti, nell’augurio che possano fungere da spunto di riflessione ed ulteriore ricerca.
Mio scopo primario è però anche garantire che il gruppo non degeneri, non divenga terreno di liti né piazza per ospitare gli strali dei colpevolisti che vorrebbero coprirci di insulti: stanno arrivando molte richieste di iscrizione da parte di persone con profili non riconducibili a persone reali, senza nome vero né alcuna foto, completamente blindati e soprattutto appena creati, cosa che mi fa pensare siano stati creati ad hoc.
Per evitare possibilità di degenerazioni mi riservo di NON accettare richieste di iscrizione provenienti da profili aventi queste caratteristiche.
Mi scuso per l’inconveniente, ma il gruppo è nato solo ed esclusivamente allo scopo di valutare criticamente i fatti relativi al processo (attualmente mediatico, in seguito molto probabilmente penale), alle accuse a carico di Massimo Giuseppe Bossetti, del quale questo gruppo mira a difendere la presunzione di innocenza e il diritto alla difesa, attraverso l’analisi di materiale giuridico e scientifico utile a tal fine.
Il gruppo NON è invece nato, ad esempio, per ospitare scontri, insulti, gossip, processi virtuali e simili: chi è interessato a tutto ciò troverà senz’altro ambiente più congruo nelle pagine facebook nate per insultare Bossetti o degenerate in tal senso, che a quanto pare facebook ritiene compatibili con le sue linee guida.

Questo gruppo batte bandiera garantista e NON intende cambiare rotta.

Tuttavia, qualora qualcuno per specifiche necessità volesse iscriversi al gruppo con profilo ad hoc e pseudonimo (ad es. parenti, conoscenti, o altre persone che per seri motivi non vogliono esporsi con il proprio nome) può contattarmi privatamente spiegandomi la situazione: in tal caso sarò lieta di accettare la richiesta di iscrizione e mi impegno sin da ora a garantire assoluto riserbo.”


Per chiunque volesse aderire:
https://www.facebook.com/groups/739418322785238/?fref=ts

Per chiunque volesse altrimenti contattarmi:
https://www.facebook.com/alessandra.pilloni.560
Oppure:
redbaroness@hotmail.it

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