Sul movente sessuale, il pedofilo, il molestatore di bambini e Massimo Bossetti: analisi del sospettato numero uno nel caso di omicidio di Yara Gambirasio (di Rocco Cerchiara).

Inserisco una interessantissima analisi di Rocco Cerchiara, finalizzata alla decostruzione definitiva del presunto “movente sessuale” in relazione al caso Yara Gambirasio: un movente che, per quanto si scavi, non trova alcun riscontro concreto, e ci appare, al contrario un debole tentativo di far quadrare forzatamente i conti giacché non si riesce a trovare alcun movente specifico in relazione all’attuale indagato.

Chi è il pedofilo:
La pedofilia è una parafilia (parafilie sono definite  le tendenze  a  provare attrazione sessuale per persone, oggetti e situazioni che  si discostano spiccatamente dalla sessualità ordinaria, quella che ha a che fare con il coito e l’atto riproduttivo) che comporta l’attrazione sessuale, da parte di un soggetto adulto o sessualmente maturo, per soggetti sessualmente non maturi, quindi in età prepuberale (sotto i 13 anni in media).

Il DSM-IV – Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ci dice esattamente questo:

“ La focalizzazione parafilica della Pedofilia comporta attività sessuale con bambini prepuberi (generalmente di 13 anni o più piccoli). Il soggetto con Pedofilia deve avere almeno 16 o più anni, e deve essere di almeno 5 anni maggiore del bambino. Per i soggetti tardo-adolescenti con Pedofilia, non viene specificata una precisa differenza di età, e si deve ricorrere alla valutazione clinica; bisogna tenere conto sia della maturità sessuale del bambino che della differenza di età. I soggetti con Pedofilia di solito riferiscono attrazione per i bambini di una particolare fascia di età. Alcuni soggetti preferiscono i maschi, altri le femmine, e alcuni sono eccitati sia dai maschi che dalle femmine. Quelli attratti dalle femmine di solito preferiscono quelle tra 8 e 10 anni, mentre quelli attratti dai maschi di solito preferiscono bambini un po’ più grandi. La Pedofilia che coinvolge vittime di sesso femminile si riscontra più spesso di quella che coinvolge vittime di sesso maschile. Alcuni soggetti con Pedofilia sono attratti sessualmente solo da bambini (Tipo Esclusivo), mentre altri sono talvolta attratti da adulti (Tipo Non Esclusivo). I soggetti con Pedofilia che sfogano i propri impulsi con bambini possono limitarsi a spogliare il bambino e a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in presenza del bambino, a toccarlo con delicatezza e a carezzarlo. Altri, comunque, sottopongono il bambino a fellatio o cunnilingus, o penetrano la vagina, la bocca o l’ano del bambino con le dita, con corpi estranei, o col pene, e usano vari gradi di violenza per fare ciò. Queste attività sono di solito giustificate o razionalizzate sostenendo che esse hanno valore educativo per il bambino, che il bambino ne ricava piacere sessuale, o che il bambino era sessualmente provocante – argomenti comuni anche nella pornografia pedofilica.

I soggetti possono limitare le loro attività ai propri figli, a figliastri, o a parenti oppure possono scegliere come vittime bambini al di fuori della propria famiglia. Alcuni soggetti con Pedofilia minacciano il bambino per evitare che parli. Altri, specie coloro che abusano spesso dei bambini, sviluppano complicate tecniche per avere accesso ai bambini, che possono includere guadagnare la fiducia della madre del bambino, sposare una donna con un bambino attraente, scambiarsi bambini con altri soggetti con Pedofilia, o, in casi rari, adottare bambini di paesi sottosviluppati o rapire bambini ad estranei. Tranne i casi in cui il disturbo è associato a Sadismo Sessuale, il soggetto può essere attento ai bisogni del bambino per ottenere l’affetto, l’interesse, e la fedeltà del bambino stesso, e per evitare che questi riveli l’attività sessuale. Il disturbo inizia di solito nell’adolescenza, sebbene alcuni soggetti con Pedofilia riferiscano di non essere stati eccitati da bambini fino alla mezza età. La frequenza del comportamento pedofilico varia spesso a seconda dello stress psicosociale. Il decorso è di solito cronico, specie in coloro che sono attratti dai maschi. Il tasso di recidive dei soggetti con Pedofilia con preferenza per i maschi è all’incirca doppio rispetto a coloro che preferiscono le femmine. “

L’uomo della strada tuttavia tende a confondere e sovrapporre, erroneamente, il pedofilo con il molestatore di bambini (child molester come lo chiamano gli anglosassoni) poiché non è detto che un pedofilo debba per forza agire violenza sessuale nei confronti di minori, anzi, non sono pochi i pedofili che non hanno mai sfiorato un bambino in vita loro.

Secondo il  Sex Crime investigations: the complete investigator’s  handbook di F.D.Jordan:

“Pedofilo” è un termine diagnostico utilizzato per descrivere un disturbo del carattere o di personalità. Per questo motivo, le forze dell’ordine dovrebbero evitare di utilizzarlo  quando ci si riferisce a un individuo, a meno che la persona sia stata diagnosticata da qualificati professionisti come avente un tale disordine. E’ molto più sicuro e più appropriato  riferirsi a tali individui come a molestatori di bambini.
Un pedofilo può intraprendere attività sessuali esclusivamente con adulti, pur non trovandole completamente soddisfacenti o appaganti, oppure può possedere materiale pedopornografico e fantasticare sul sesso con bambini ma non attuarlo mai, di contro un non pedofilo in particolari condizioni di stress o sotto l’influenza di alcol o sostanze stupefacenti potrebbe approfittare dell’immediata disponibilità di un bambino e trarne gratificazione sessuale, questo è un molestatore di bambini ma non necessariamente un pedofilo.
Sono molte le teorie relative alla struttura mentale del child molester ma principalmente il SCI prende in considerazione due grandi macrocategorie  in relazione alle modalità di interazione con vittima : il child molester violento e quello non violento ,il primo attira moltissima attenzione, il secondo sta bene attento a non attirarne e può quindi fare un gran numero di vittime rimanendo inosservato per anni.

Ruben De Luca nel suo testo Anatomia del serial killer 2000 nel capitolo in cui parla dell’omicida seriale pedofilo in relazione a queste due macrocategorie di child molester si esprime così  :

Pedofilo violento :
Di questa categoria fanno parte gli stupratori e i soggetti che, alla violenza del minore, fanno seguire l’omicidio con modalità particolarmente cruente ( uso della tortura ecc);Ci troviamo di fronte a quello che Borneman (1988) ha definito pedosadismo, una perversione in cui il piacere sessuale è dato dal maltrattare e seviziare i bambini. Di solito, questi soggetti riferiscono di aver subito nell’infanzia esperienze traumatiche accompagnate da paura.
Pedofilo non violento: utilizza principalmente la modalità della seduzione , riuscendo ad individuare i minori che hanno gravi carenze affettive; in questi casi, il pedofilo può rappresentare per loro un mezzo per riempire il vuoto affettivo ed emotivo lasciato dai genitori.

Sono molti i termini con cui si cerca di categorizzare i vari tipi di child molester così come molti sono i tratti che si cerca di individuare per categorizzarne i comportamenti e le personalità, cosa in realtà tutt’altro che semplice visto che tali tratti spesso sono presenti in categorie differenti.
Il Sex Crime investigations ci elenca le categorie ed i tratti più comuni:

Fissato:
Si può dire che questo child molester abbia uno schema persistente e preciso per quel che riguarda la sua modalità di abuso sessuale del bambino. Egli prova attrazione per i bambini fin da giovanissimo e spesso la sua attività di molestatore comincia molto presto, quando è ancora giovanissimo. Crescendo l’attrazione sessuale per i bambini non diminuisce, per cui la porta con sé nell’età adulta. La sua evoluzione sessuale rimane quindi fissata al periodo infantile.

Regredito:
Cresce con una sessualità normale ma per una serie di motivi questa può regredire portandolo ad essere attratto dai bambini, può mal sopportare lo stress dovuto al confronto sessuale con un adulto e ricorrere al bambino per evitare la minaccia di critiche o rifiuti. Ha bassa autostima e scarse capacità di reazione allo stress. Il principale criterio di scelta della vittima è la disponibilità, spesso infatti le vittime principali sono proprio i suoi figli o comunque bambini appartenenti alla famiglia.

Situazionale:
Non ha una preferenza esclusiva per il bambino come oggetto del desiderio sessuale, tuttavia per ragioni varie e a volte complesse può attuare molestie sessuali nei confronti di bambini per quanto in realtà molto sporadicamente.

Preferenziale:
Questo individuo è altamente prevedibile nel suo comportamento sessuale e di solito è sessualmente coinvolto con un gran numero di bambini. Questo tipo di molestatore coinvolge bambini in attività sessuali seducendoli e corteggiandoli con attenzione, doni o affetto con lo scopo di eliminare gradualmente le loro inibizioni sessuali, ha molta pazienza e spesso usa la pornografia per “indottrinare” le sue vittime, spesso fotografa i bambini nel corso di atti osceni e mostra le foto ad altri bambini per sedurli e “indottrinarli” oppure le usa come mezzo di ricatto affinchè non parlino. Lo scopo finale è portare il bambino a concedersi volontariamente così da offrire il sesso in cambio dei benefici che la relazione con l’adulto offre.
E’ un abilissimo seduttore di bambini poiché è capace di identificarsi con loro ed empatizzare, sa come parlar loro e sa come ascoltarli ed interagire. Il suo problema principale è come chiudere una relazione con un bambino che ha ormai superato la sua età preferita.

Moralmente indiscriminato:
Abusare del bambino per lui è semplicemente parte della sua tendenza all’abuso in generale. I criteri di selezione della vittima sono la disponibilità, la vulnerabilità e l’opportunità, tipicamente usa la violenza, l’inganno o la manipolazione per procurarsi le vittime, può avere tendenze sessuali sadomasochistiche e preferire soggetti preadolescenti piuttosto che propriamente bambini.
Spesso i genitori incestuosi fanno parte di questa categoria.
Fred e Rosemary west attiravano ragazze adolescenti nella loro casa a Gloucester con lo scopo di torturarle e stuprarle ripetutamente per poi ucciderle e seppellirne i corpi nello scantinato, Rose inoltre si prostituiva con clienti procurati da Fred il quale spesso assisteva alle performances masturbandosi. Hanno abusato di almeno due delle loro varie figlie dall’età di 8 anni in poi.

 

Sessualmente indiscriminato:
Sostanzialmente “uno vale l’altro”, non ha una preferenza per i bambini ma può fare sesso con loro per provare, così come potrebbe farlo con un anziano o con chiunque altro.

Inadeguato:
Il suo schema comportamentale è difficile da definire, si tratta a volte di soggetti psicotici, con gravi disturbi della personalità o affetti da ritardo mentale. In linguaggio profano è il tipo strano del quartiere, l’eccentrico. Può essere tanto l’adolescente patologicamente solitario quanto l’adulto solitario che vive coi genitori. Può abusare sessualmente del bambino per soddisfare le proprie curiosità sessuali con un soggetto non minaccioso, a differenza di un adulto. Molti sono tendenzialmente innocui ma alcuni sono noti per aver ucciso le proprie vittime, spesso con metodi abbastanza cruenti. Oltre che bambini possono molestare anche anziani o disabili.
Introverso:
I bambini sono le sue vittime d’elezione ma non ha le capacità sociali e verbali necessarie a sedurli, è lo stereotipo del molestatore che si aggira nei parchi o nei luoghi in cui i bambini aggregano e tende a preferire  bambini che non conosce  o molto piccoli.
Può mostrare i genitali ai bambini per strada o fare telefonate oscene se trova il numero di telefono, può sposare una donna che ha figli dell’età che lui preferisce o addirittura sposarsi e avere dei figli con lo scopo di molestarli.

Sadico:
Il molestatore di bambini sadico non solo è attratto sessualmente dai bambini ma per essere sessualmente soddisfatto ha anche bisogno di infliggere dolore. Abbastanza raro, si procaccia le vittime con la violenza o con l’inganno, normalmente le sue azioni attirano moltissima attenzione e possono gettare nel panico l’intera comunità.
A proposito di questa categoria Ruben De Luca ci dice inoltre che il child molester sadico, se è anche preferenziale, seppur raro  fa della vittimizzazione del bambino uno stile di vita, può diventare un omicida seriale e fa un larghissimo uso di pedopornografia per alimentare le proprie fantasie.

Wesley Allan Dodd : fin dall’età di 13 anni ha cominciato a molestare bambini più piccoli mostrando loro i genitali e coinvolgendoli in attività sessuali. Crescendo i suoi impulsi sessuali crescono con lui e colleziona varie denunce per molestie e a minori, ma la fa sempre franca, ha una preferenza per i maschi di età inferiore ai 10 anni, le sue fantasie col tempo prendono una piega sempre più sadica e trascorre le notti masturbandosi furiosamente mentre appunta in un diario i suoi piani di sequestro abuso di bambini ricchi di dettagli sulle torture che intende infliggere.
Quasi trentenne una sera decide di andare in un parco per cercare un bambino, ne incontra due, due fratelli di 11 e 10 anni, sono un po’ troppo grandi ma si accontenta, li conduce in un’area isolata e abusa di loro poi li uccide a coltellate.
Non è soddisfatto così poco tempo dopo rapisce sempre da un parco un bambino di 4 anni,lo porta a casa e abusa di lui per tutta la notte alla fine lo uccide impiccandolo, scatta varie fotografie e scarica il corpo fuori città. Viene colto in flagrante mentre cerca di portare via un bambino da un cinema. Arrestato confessa, verrà condannato a morte e giustiziato nel 1990.

 

Durante il periodo in carcere invia anche un documento al giornale mirato a spiegare ai bambini come comportarsi quando incontrano un child molester:

 

Quando incontri uno sconosciuto.
di Wesley Allan Dodd.

“Ci sono cose che funzionano che i bambini possono fare per proteggersi. Non ho mai molestato o danneggiato nessun bambino che abbia resistito. A volte è bastato solo un no, a volte c’è voluto qualcosa in più.
Che cosa devi fare?
A molti bambini e bambine viene detto di non accettare caramelle da uno sconosciuto, o di non entrare nella macchina di un estraneo.
Ma cosa devi fare quando sei da solo ed uno sconosciuto vuole che vada in macchina con lui, o che ti abbassi i pantaloni o vuole che tu faccia qualche altra cosa che sai essere sbagliata? Cosa fai se non c’è nessun adulto che ti può aiutare nei dintorni? Fai quello che vuole lo sconosciuto e mandi all’inferno ogni speranza?
NO!
Lo sconosciuto è più grande e più forte di te e tu potresti avere paura, ma è possibile farlo scappare via!
A volte lui ha tanta paura quanta ne hai tu, ha paura che tu possa far qualcosa che porti alla sua cattura.
Cosa devono fare un bambino  o una bambina quando un adulto vuol fare loro qualcosa di male?
DIRGLI DI NO!

Potrebbero averti detto di dire di no alla droga, puoi dire di no anche a qualcuno che vuole portarti via, o che vuole che ti abbassi i pantaloni o che ti tolga i vestiti.
Ci sono altre persone come me, ti facciamo togliere i vestiti, alcuni di noi vogliono che tu salga in macchina, possiamo essere gentili con te ma possiamo essere anche cattivi. Alcuni di noi possono volerti fare del male, alcuni addirittura ucciderti. Ma tu puoi ancora scappare via.
Una volta un bambino mi ha detto di no e poi è scappato via…
…ed io sono scappato via nell’altra direzione. Non volevo essere visto mentre lo inseguivo, non volevo che lui mandasse la polizia a cercarmi.
Dì sempre di NO!E poi SCAPPA!
Un altro bambino mi ha detto di no, allora io gli ho preso un braccio e non lo lasciavo scappare, gli ho fatto abbassare i pantaloni e l’ho toccato.
C’era qualcos’altro che poteva fare per proteggersi? Che cosa?
Un altro bambino di sei anni mi aveva detto di NO e voleva scappare, io allora l’ho preso e ho cominciato a portarlo via, lui sapeva di non poter scappare ma non ha rinunciato, ha cominciato a gridare “aiuto, qualcuno mi aiuti mi vuole ammazzare!”
Continuava a gridare e avevo paura che qualcuno potesse sentirlo, così l’ho lasciato ed è scappato via, non volevo essere preso ma lui corse a dirlo a qualcuno e la polizia mi ha preso 10 minuti dopo.
Quel bambino di sei anni non sapeva cosa stavo per fare, sapeva solo che lo stavo portando via e potevo fargli qualcosa di male e invece di avere paura e venire con me ha gridato per chiedere aiuto!
Lui adesso è un eroe perché anche se aveva paura di me ha gridato aiuto quando ne aveva bisogno.
Dì sempre di NO! Poi SCAPPA! GRIDA e lo farai spaventare! GRIDA AIUTO! Corri subito a dire a qualcuno che cosa è successo. Dillo sempre a qualcuno, sii un eroe.”

In ogni caso un child molester può avere una combinazione di disordini psicosessuali, della personalità o psicosi o può essere coinvolto in varie attività criminali.
Inoltre la tendenza sessuale pedofila può essere combinata anche con altre parafilie.
Le categorie sopra elencate sono abbastanza schematiche, il che è abbastanza normale nel momento in cui si categorizza con lo scopo di facilitare le dinamiche d’indagine, la cosa importante è comprendere che lo schema e le categorie sono solo una base da cui partire e bisogna tener presente che, come già detto, molte categorie hanno tratti in comunque e molte ancora sono reciprocamente integrabili.

Gli scopi principali per cui parliamo di pedofilia e di molestia a danno di minori in questa sede sono fondamentalmente due:
Il primo è chiarire la differenza e la relazione tra le due cose.

Il secondo è far notare quanto queste due cose abbiano poco a che vedere col caso di cui ci stiamo occupando.

Ricapitoliamo: Massimo Bossetti è il sospettato numero uno per l’omicidio di Yara Gambirasio avvenuto il 26 novembre del 2010, ciò che lo lega al delitto è la corrispondenza tra il suo profilo DNA e quello estratto da una piccola traccia biologica ritrovata sui leggings della vittima in corrispondenza di una lacerazione degli stessi:

  • Il cadavere rinvenuto nei campi di Chignolo d’Isola in data 26 febbraio 2011 apparteneva in vita a Yara Gambirasio.
  • Il cadavere presenta segni di almeno otto lesioni da taglio e una da punta e taglio a collo, polsi, torace, dorso e gamba destra relativamente superficiali e insufficienti da sole a giustificare il decesso. Non sono presenti lesioni tipicamente da difesa. Per ciò che riguarda il mezzo produttivo delle lesioni da arma bianca, trattasi di strumento da punta e taglio, con spessore della lama minimo di 0,2 mm, lunghezza di almeno 2 cm, con possibile copertura in titanio, che per le caratteristiche rilevate è meno provabile trattarsi di un taglierino (cutter) ma piuttosto di un coltello.
  • Il cadavere presenta segni di lesività contusiva al capo (nuca, angolo destro della mandibola e zigomo sinistro)
  • Il corpo ed alcuni indumenti. unitamente al livello dell’albero bronchiale, di Yara Gambirasio riportano polveri riconducibili a calce, che del tutto verosimilmente rappresentano il frutto di contaminazione dovuta al soggiorno della stessa in un ambiente saturo di tali sostanze ovvero dovuta ad un contatto con parti anatomiche (più facilmente mani) o indumenti indossati da terzi imbrattate di tali sostanze.
    Al fine di valutare l’origine di tali polveri è stato realizzato un confronto con prelievi effettuati, nelle sedi che Yara Gambirasio avrebbe potuto frequentare nei giorni antecedenti la sua scomparsa. I dati ottenuti dimostrano che le polveri rinvenute su Yara Gambirasio non si ritrovano nella stessa forma nei diversi luoghi controllati (casa, palestra, piscina, sterrato vicino al campo di Chignolo) se non in parte per i campioni del cantiere di Mapello, ove in un primo momento si sono concentrate le indagini. Le polveri repertate sui cadavere di Yara appaiono simili ai materiali campionati nel cantiere di Mapello, ma non perfettamente corrispondenti. Non è stato possibile ottenere una “Impronta digitale” più dettagliata di suddetto materiale per la scarsa quantità in cui è presente sul corpo della ragazza.

• Altre microparticelle rinvenute alle analisi condotte e che analogamente riportano ad attività legate (ma non esclusivamente). all’edilizia sono le piccole sfere di ferrocromo-nichel repertate sulle scarpe e in alcune sedi degli indumenti

  • Tali reperti (polveri di calce e sfere metalliche rivenute), sono riconducibili a materiali e pratiche tipiche delle attività legate al mondo dell’edilizia.

La relazione evidenzia come slip, reggiseno e calze indossate da Yara Gambiarsio non sono state testate relativamente alla presenza delle polveri perché al momento del rinvenimento del reperto questi indumenti erano già stati inviati al Ris per indagini merceologiche e genetiche.

  • Le indagini naturalistiche convergono nel concludere che il corpo di Yara Gambirasio in via di elevata probabilità sia rimasto nel campo di Chignolo d’Isola dal momento della sua morte, avvenuta poche ore dopo la sua scomparsa, fino al momento del suo rinvenimento.

Le indagini geologiche sulla suola delle scarpe mostrano che molto probabilmente esse sono venute in contatto con il terreno del campo di Chignolo d’Isola ovvero con terreni con caratteristiche naturalistiche analoghe. Ciò è suggestivo del fatto che abbia camminato in un simile ambiente.

  • Non vi sono elementi emergenti dalle indagini che indichino con certezza violenza o attività sessuale. Nella relazione si dà atto che al momento dell’autopsia il reggiseno si trovava slacciato e che all’analisi i gancetti posteriori risultano integri e resistenti alla trazione (pag. 180)
  • I rilievi relativi al contenuto gastrico consentono di ritenere che la morte risale a poche ore dopo la scomparsa la sera del 26 novembre 2010, ed in particolare appare collocabile nel range temporale compreso tra le 19 e le 24… tenuto conto di una fase agonica protratta, questo limite potrebbe estendersi alle prime ore del giorno successivo.
  • Non è possibile per il cattivo stato di conservazione della salma stabilire con certezza la causa della morte. Tuttavia si propende per una morte concausata da ipotermia e dagli effetti combinati delle lesioni da arma bianca e contusiva.

Dunque, abbiamo un cadavere in un campo.
Almeno 8 ferite da taglio inferte probabilmente con un coltello, ma non mortali.
Tre contusioni, anche queste non mortali.
La morte viene attribuita alla combinazione delle lesioni elencate e dall’ipotermia.
Il cadavere è vestito. Non ha i pantaloni abbassati o la gonna alzata, i pantaloni tagliati o strappati in corrispondenza dei genitali. Il reggiseno era slacciato… sotto gli indumenti, cosa che in corso di una colluttazione può capitare facilmente. Io in una scena del crimine così il movente sessuale non lo vedo.

E non lo vede neanche l’autopsia: “non vi sono elementi emergenti dalle indagini che indichino con certezza violenza o attività sessuale”.

Ma la Procura sembra proprio attaccata al movente sessuale, nonostante non ci sia nulla che lo faccia supporre e nella scena del crimine e dai risultati dell’autopsia.
Abbiamo comunque un sospettato offertoci dalla genetica forense, la quale da sola in questo caso non è sufficiente a gettare la chiave della sua cella ma lo mette semplicemente in relazione con la scena del crimine, al di là di tutti i problemi, gli eventuali errori, le dinamiche intricate relative agli esami del DNA che abbiamo visto in questi mesi studiando come funzionano, diamo per buoni i risultati.

Mettiamo che quella piccola traccia di DNA trovata su Yara appartenga a Massimo Bossetti: tocca a chi indaga costruire un solido caso con le dovute prove ottenute con accurate indagini in cui andare ad incastrare anche il tassello genetico.
E allora indaghiamo.

Chi è Massimo Bossetti?
Un muratore quarantatreenne sposato e con tre figli.

Cosa fa? E’ un uomo dalla vita abbastanza regolare: va al lavoro, torna dal lavoro, ogni tanto si fa una lampada, ogni tanto esce con la moglie e con i figli.
Cerchiamo il movente sessuale nella vita di Massimo Bossetti, cerchiamolo a tutti i costi anche se non c’è nulla che faccia pensare ad un movente sessuale:
stiamo indagando, dobbiamo essere per forza di cose indiscreti… Interroghiamo allora tutti i familiari e i parenti, interroghiamo gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro.
Interroghiamo i fornitori e i commercianti da cui si serve, interroghiamo i vicini di casa, interroghiamo chiunque possa avere qualcosa da dirci su questa persona.
Se stiamo cercando di capire se è un child molester e più generalmente un sex offender, visto che insistiamo sul movente sessuale, siamo tenuti a fare domande sulle sue abitudini sessuali a coloro i quali supponiamo possano saperne qualcosa: la moglie in primis, gli amici, le ex, le donne che lo conoscono.
Dobbiamo fare domande sulla sua sessualità, dobbiamo chiedere alla moglie se ha mai proposto qualcosa di strano, sul piano sessuale, se la sua sessualità ha connotazioni violente, se richiede più rapporti sessuali al giorno, se quando gli vengono negati s’incazza.
Dobbiamo chiedere alle prostitute della zona se lo conoscevano come cliente e se era un cliente strano, con strane richieste, che andava a caparsi quelle più giovani o dall’aspetto più infantile, se il rapporto con lui era impostato sul controllo da parte sua e se era violento e abusante.
Dobbiamo chiedere alle donne che lo conoscono se fa mai delle avances o delle proposte sessuali, se ha mai allungato le mani e ha manifestato una reazione eccessiva di fronte al rifiuto.
Dobbiamo chiedere se gli interessavano le ragazze molto giovani, se ha mai molestato i figli, propri o quelli dei vicini, se era noto per spiare adolescenti o attaccare discorso insistentemente con loro.
Dobbiamo controllare accuratamente il suo pc, vedere se ha materiale pornografico e che tipo di materiale pornografico, se è iscritto a forum a tema sessuale, se chatta con donne e cosa si dicono, dobbiamo scoprire cosa cerca su internet.
Dobbiamo perquisire accuratamente casa sua e i mezzi di trasporto che usa, dobbiamo sapere che luoghi frequentava abitualmente, dobbiamo interrogare tutti gli altri che frequentano quei luoghi.
Dobbiamo scoprire tutto su di lui.

Perché?
Beh, perché nessuno esce dal lavoro, si carica la prima tredicenne che incontra con l’idea di abusarne sessualmente e ammazzarla in un campo.
L’idea di abusare sessualmente di qualcuno non viene dal nulla, non nasce all’improvviso senza aver lasciato nessun tipo di traccia nella vita e nelle attività di una persona.
In particolar modo se cerchiamo un child molester.
In tre mesi di indagini fatte su quest’uomo non abbiamo ottenuto nulla che ci faccia pensare che sia un child molester (né tantomeno un sexual predator in generale).
Confrontiamo quel che sappiamo di Massimo Bossetti con le categorie di child molesters sopra elencate.

Fissato?
No, non credo proprio, non è venuto fuori niente che faccia pensare ad un’attrazione per soggetti prepuberi presente fin dall’adolescenza. E qualcosa sarebbe venuto fuori di certo visto che spesso questo tipo di CM comincia a molestare soggetti puberi e prepuberi fin dalla prima adolescenza.

Regredito?
Non direi, abbiamo un uomo che conduce una vita tranquilla e che da tre mesi in carcere sostiene la propria innocenza senza smuoversi di un millimetro, è in grado di gestire una situazione di grande stress. Ci sembra forse questo un uomo che ha bassa autostima e sotto stress cerca un bersaglio facile da abbattere? O ci sembra una persona assertiva in grado di gestire e gestirsi?

Situazionale, Moralmente indiscriminato, Sessualmente indiscriminato?
Non ci risulta che il nostro sospettato sia una persona abusante da un punto di vista sociale o sessuale, se così fosse stato lo avremmo scoperto interrogando la famiglia e le persone che lo conoscono meglio. Non ci risulta che la sua vita sessuale sia così movimentata, che cerchi sesso ovunque indiscriminatamente, che abbia voglie sessuali particolari e un forte desiderio di soddisfarle e provare qualcosa di nuovo.

Preferenziale?
E’ da escludere. Nessuno si è mai fatto avanti per dire che Bossetti aveva l’abitudine di frequentare soggetti puberi o prepuberi, che sia diventato capo scout per entrare in contatto con loro o qualcosa del genere. Non risultano comunicazioni particolari con minori e del resto non ne avrebbe neanche avuto il tempo visto il suo stile di vita. Certe cose richiedono molto tempo a disposizione.

Inadeguato?
Assolutamente no e non occorrono ulteriori spiegazioni.

Introverso?
Come sopra. A parte che l’introverso punta bambini molto piccoli e Yara era già praticamente adolescente, non è mai stato visto andare in giro a mostrare i genitali nei parchi.
Non risulta inoltre che abbia mai molestato i propri figli.

Sadico?
Né come sex offender né come child molester. Il sadismo sessuale non passa inosservato, specie con mogli, amanti e fidanzate. Normalmente in seguito all’arresto di un sex offender con tendenze sadiche in corso d’indagine saltano fuori molte persone, specialmente ex partners o partners, a dare dettagli sulla sessualità violenta dell’indagato.

Nel caso di Dayton Leroy Rogers (un caso un po’ più pesante del nostro: omicida seriale sadico, feticista parzialista del piede, appassionato di bondage, 8 vittime accertate in Oregon negli anni 80. Usava proporre il bondage alle prostitute che frequentava per poi torturarle con i morsi ed un coltello) una volta arrestato durante le indagini si fecero vive decine di prostitute, uscite vive dagli incontri, a confermare le sue abitudini sessuali.

Non corrisponde a nessuna delle categorie descritte.
Personalmente escludo in toto un orientamento sessuale verso fanciulle puberi o prepuberi.
E da quello che siamo venuti a sapere (anzi, che non siamo venuti a sapere) facciamo parecchia fatica ad immaginare Bossetti come predatore sessuale.
Soprattutto colpevole di un omicidio che non mostra alcun movente sessuale, perlomeno un movente sessuale espresso.

Il nostro sospettato non sembra avere una sessualità incontenibile tale da portarlo a cercare sesso al di fuori del matrimonio, non pare avere poi quel tipo di sessualità mista a rabbia e odio per l’altro sesso che porta a cercare a cercare lo sfogo sessuale violento, non ci sembra poi il tipo di stupratore che in condizioni di stress in seguito ad eventi seccanti e stressanti esce e va a cercare una vittima su cui scaricarsi, non è il tipo che concepisce lo stupro come unica modalità relazionale in ambito sessuale.
Non è un voyeur, mai sorpreso a guardare le coppiette o a spiar le donne dalla finestra, non è un esibizionista, non ci risulta che abbia mai mostrato le pudenda in giro, non è un frotteurista: mai beccato a toccare con falsa casualità donne non consenzienti.
Anzi, pare che costui sia un uomo che, per dirla in un linguaggio estremamente semplice da bar della periferia romana “da si e no du corpi alla moje quando proprio je va e non è troppo stanco”… Per stessa ammissione di lei in un’intervista concessa ad un giornale:

“Mi creda, mio marito non può essere un maniaco. I suoi comportamenti, anche quelli sessuali, sono sempre stati al di sopra di ogni sospetto. E’ normalissimo anche nell’intimità. Nessuno mai, come per esempio una piscina affollata, ha mai potuto cogliere uno sguardo disdicevole, un’attenzione strana verso le ragazzine. Lo chieda a chi vuole, in famiglia o in paese.”

Quindi abbiamo:
– Una scena del crimine che non ha nulla che faccia pensare ad un movente sessuale.
– Un referto autoptico che non rileva la presenza di violenza sessuale o attività sessuale in genere.
– Un sospetto nella cui vita non abbiamo trovato niente che possa anche solo far ipotizzare che possa essere un sex offender e né tantomeno un child molester.

Inoltre l’esame del computer non ha rivelato se non pochi rari accessi a siti pornografici.
Moltissimi uomini fanno uso di pornografia, è una cosa abbastanza normale.
Ma il criminale sessuale tende a farne un uso ancora maggiore e soprattutto di un particolare tipo di pornografia, a seconda dei gusti personali.
Inoltre parlando di pedopornografia, cosa che ci aspetteremmo di trovare con un certo grado di certezza nel pc di un child molester, trovo risibile l’ancorarsi della Procura alla parola “tredicenni” rilevata tra le ricerche effettuate dal pc di Bossetti.
Pensare che una persona possa andare su google, digitare la parola “tredicenni” e trovarsi davanti pagine e pagine di links a siti che mostrano soggetti di tredici anni impegnati in attività sessuale è assolutamente ridicolo.
Persino cercando su portali di pornografia amatoriale e non, come “imagefap” o “clips4sale”, per citarne un paio tra i tanti, è impossibile trovare materiale pedopornografico.
Oggigiorno per trovare tale tipo di materiale bisogna essere in grado di accedere al deep web, e neppure lì è così facile, o avere i giusti contatti.
E’ un affare che frutta moltissimi soldi e i produttori stanno bene attenti a non attirare troppo l’attenzione su internet e altrettanto attenti sono i fruitori.

La Procura tuttavia sembra volere accollare a tutti i costi a Bossetti l’etichetta di maniaco sessuale, e la stampa le dà man forte, trascurando altre piste che potrebbero rivelarsi ben più produttive.

Ancora oggi non riesco a comprendere se si tratti di incapacità investigative o se stiano cercando d’incastrarlo col peggior movente immaginabile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...