Lui è peggio di Me

Articolo di Laura
Consiglio vivamente ai nostri “aficionados” di dedicare cinque minuti alla lettura di questo “parere” espresso dal Consiglio consultivo dei Procuratori europei nel 2013 durante una riunione plenaria. Lo posto perchè da due anni a questa parte mi chiedo come sia stato possibile che intercettazioni ambientali audio-visive acquisite all’interno di un Istituto penitenziario siano potute arrivare in tv prima addirittura della conclusione delle indagini. Mi chiedo come sia potuta sfuggire una così ingente fuga di notizie all’occhio attento della Magistratura la quale deve si perseguire il crimine ma ha, nella stessa misura, il dovere di proteggere l’imputato dall’effetto che potrebbe avere sulla sua sorte processuale il bombardamento da parte dei mass media. Mi chiedo come una Procura così preoccupata di mantenere il riserbo nella fase processuale non abbia avuto la stessa delicatezza nella fase immediatamente precedente nell’ambito dello stesso procedimento. Due pesi e due misure insomma, come al solito, e la cosa grave è che il grande pubblico ha una visione così distorta e viziata della gestione dei processi, dalle indagini al terzo grado di giudizio, che un Procuratore serio come il Dott. Ferrando che sigilla in cassaforte ogni atto inerente il suo caso viene guardato come un alieno. Quella che dovrebbe essere una “malata” eccezione è ormai divenuta la regola. Intorno al caso Gambirasio ruota una moltitudine di personaggi che non saprei definire se non moderni “bravi”. Direttamente da Wikipedia per chi non ricordasse di che foggia fossero “Per bravi si intende la soldataglia al servizio dei signorotti di campagna, che comandavano nell’Italia settentrionale del Cinquecento e Seicento. De facto braccio armato e spesso prepotente del potere locale, avevano il compito di garantire nel contado di spettanza del padrone (riconoscibile per l’appellativo don, che nell’intera penisola era riservato ai personaggi di una certa importanza oltre che ai membri del clero) che il volere di chi comandava fosse rispettato, con le buone o con le cattive.” Tali figuri, moderni bravi per l’appunto, non si sono smentiti nemmeno nella giornata deputata alla requisitoria del P.M. e l’esempio lampante, ultimo in ordine di tempo e di fama, è il Dottor Bocciolini, avvocato in erba, ospite stamani a Uno Mattina. Non c’è mai fine al peggio e persino io che credevo di aver ormai sentito tutto mi sono dovuta ricredere poiché non avevo mai assistito a nulla di più fuorviante. Aveva il sapore di filastrocca mandata a memoria, una triste ballata che partiva dal furgone, sicuramente quello del sig. Bossetti, e finiva col DNA granitico sugli slip, passando dalle celle telefoniche e le bugie. L’ennesimo anonimo figuro, manipolato nella migliore delle ipotesi, prestatosi al gioco sporco di un’accusa conscia dell’inconsistenza degli elementi raccolti contro un “colpevole” di comodo.
Ma il sig. Bossetti però, bisogna dirlo, è sfigato! Si potrebbe dire, così per strappare un sorriso, che “Se si mettesse a fa’ coppole, nascessero ‘e criature senza capa” (Se si mettesse a fabbricare berretti, nascerebbero i bambini senza testa) come recita un vecchio detto napoletano. Egli non ha patito solo l’accanimento di un’accusa innamorata di una tesi fantasiosa che si è ostinata a perseguirlo e a processarlo non si sa bene se guidata da un genuino convincimento o da una forza superiore che impose all’epoca e impone oggi di chiudere il caso Gambirasio una volta per tutte con la sua condanna, egli, il sig. Massimo Giuseppe Bossetti, come scandiva tetramente la voce che stamani introduceva il dibattito a Uno Mattina, ha beccato il jackpot! La sua difesa, e per difesa intendo l’intero pool, non gli ha arrecato meno danno di quanto non abbia fatto la pubblica accusa, una vera manna dal cielo per quest’ultima che non poteva sperare di meglio. Ora dal fantastico pool si levano delle timide vocine di rassegnazione quasi come se la sentenza fosse stata già pronuciata; già perché anche il tempo delle preghiere è scaduto e il miracolo non è avvenuto. Ma quando mai si è vista una linea difensiva divenire materiale da social? Un conto sono le libere opinioni di comuni cittadini, tra i quali mi annovero, un altro sono quelle di chi è chiamato, “ad-vocato” per l’appunto, a svolgere il delicatissimo compito di difendere un accusato che rischia l’ergastolo. La serietà professionale, nello specifico di questo caso, è stata l’unica grande assente e per uno Stato di Diritto è un accadimento gravissimo che segnerà tutti e diverrà una vergognosa pagina di storia che ci bollerà per sempre come una società di barbari. I trapezisti, che più che “pool difesa” chiamerei “pool difensiva”, non hanno mai giocato d’attacco, hanno bluffato in risposta ad ogni singolo bluff dell’accusa, hanno tirato qualche bicchiere d’acqua al loro mulino tramite un branco di squattrinati animali da social, anzi hanno addirittura chiesto aiuto pubblicamente tramite il social palesando così la carenza delle indagini investigative. Hanno delegato altri che a loro volta hanno delegato finendo in una spirale di pettegolezzi, sfottò, baruffe, aste, barricate e fazioni, hanno pontificato, hanno speso tempo tra salotti e salottini, hanno lanciato coppe quando la briscola era a denari ma Dio solo sa se hanno realmente letto gli atti. Si sono moltiplicati e si sono dimezzati, alcuni si sono lasciati intimidire e non sono andati nemmeno a deporre sulle loro stesse perizie per evitare il conflitto di interesse, e a questo abbiamo creduto tutti certo perché siamo zucchine, si sono attorniati di manigoldi e finti criminologi che sfruttano il lavoro di grandi menti e poi hanno l’arroganza di lasciarsele sfuggire per pochi spicci, hanno fatto bella mostra di sé, che non fa mai male per il futuro, hanno lavorato pro-bono, dicono, guadagnandoci sicuramente un nome che altrimenti non avrebbero mai avuto e ora, alla fine dei giochi cantano la filastrocca “Se un ergastolo ci sarà la colpa è dell’accusa che ha fatto il gioco sporco sputtanando dal primo momento l’imputato con tutti i mezzi di comunicazione possibili, fuorviando l’opinione pubblica ed ottenendo una condanna mediatica che ha preceduto di due anni quella emanata da un Tribunale facendo attenzione a mantenere le telecamere fuori dall’aula per blindare il risultato”
E se Massimo Giuseppe Bossetti dovesse essere assolto? Allora sarà solo merito loro!
Codice deontologico forense
Art. 18Rapporti con la stampa.
Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di diffusione l’avvocato deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare interviste, per il rispetto dei doveri di discrezione e riservatezza.
I. Il difensore, con il consenso del proprio assistito e nell’esclusivo interesse dello stesso, può fornire agli organi di informazione e di stampa notizie che non siano coperte dal segreto di indagine.
II. In ogni caso, nei rapporti con gli organi di informazione e con gli altri mezzi di diffusione, è fatto divieto all’avvocato di enfatizzare la propria capacità professionale, di spendere il nome dei propri clienti, di sollecitare articoli di stampa o interviste sia su organi di stampa fatte salve le esigenze di difesa del cliente.
III. E’ consentito all’avvocato, previa comunicazione al Consiglio dell’Ordine di appartenenza, di tenere o curare rubriche fisse su organi di stampa con l’indicazione del proprio nome e di partecipare a rubriche fisse televisive o radiofoniche.
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6 thoughts on “Lui è peggio di Me

  1. Finalmente si leva anche una critica alla difesa. Dov’era l’avvocato d’ufficio durante il primo interrogatorio di Bossetti, quando invece di dirgli di tacere alle domande capzione l’accusa lo ha lasciato parlate a ruota libera inguaiandolo con assurde ricostruzioni a memoria? Dov’era la difesa durante i primi mesi di linciaggio mediatico, in cui veniva fatto scientificamente a pezzi il suo assistito e la vita della sua famiglia? Dov’era l’avvocato mentre la sorella andava a parlare di minacce e aggressioni mai avvenute? (capisco che la sorella abbia un altro avvocato, ma almeno potevano dire alla famiglia “state zitti! se proprio non volete far del bene, almeno cercate di non far del male a Massimo”).
    Francamente ad un’accusa così clownina non poteva fare spalla migliore una difesa più goffa.

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    • Caro Aldo, non desidero entrare in polemica sulla questione della sorella, ma le fonti sulla non attendibilità delle minacce è sempre la stessa…

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  2. Wow, ho letto di corsa. Gli spunti non mancano. Brevemente: sulla buona parte della magistratura italiana stendiamo un velo pietoso (forse è una piccola parte, ma tanto chiassosa). Da sempre è così.
    Sulla difesa di Bossetti leggere pareri da una prospettiva diversa è sempre utile, ma non me la sento di sparare a zero contro. La Procura ha usato i media per mesi. Temo anche la difesa sia stata costretta a entrare nell’arena per replicare (social-media compresi). Se non lo segui, non lo animi, il fronte pro-bossetti non si sarebbe formato e non si sarebbe fatto sentire così tanto. E il fatto che questo fronte ci sia, credo faccia parte della strategia. Penso in particolare alla giuria popolare che non ha legami di casta con i magistrati e quindi può decidere più liberamente. Ma non so davvero in Italia quando potere abbia. Non so cosa succede nelle camere di consiglio. Fino a che punto un cittadino si metterebbe contro il “sistema”. Come ho già detto mi occupo di cronaca nera ma non in Italia. E seguo il caso via giornali e tv (l’ottima Quarto Grado in particolare). Saluti

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  4. C’è da dire che la difesa ha lavorato “con quello che poteva”. NON ha avuto accesso ai dati grezzi del dna nonostante li abbia richiesti per tempo, NON ha avuto accesso ai vestiti di Yara, ecc, ecc, ecc.
    In realtà la difesa avrebbe potuto fare molto più “rumore” (per dire sulle mail di HackingTeam o sul filmato tarocco). Ma, in Italia, la difesa NON può mettere in dubbio l’operato della Procura SENZA mettere in campo prove inoppugnabili (a differenza della Procura che può lavorare di suggestioni), pena gravi ripercussioni sul processo.
    Poteva fare meglio la difesa? Forse. Poteva fare di più? Difficile. Ha lavorato nell’interesse di Bossetti? Sicuramente.

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