I PASSI INDIETRO

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Articolo di Laura Clemente

 

Attenzione cittadini italici, da ieri, 1 luglio, e sarebbe il caso di aggiungere anno del Signore 2016, siamo tutti a rischio, perchè il Tribunale di Bergamo non ha soltanto condannato un uomo innocente all’ergastolo,  privandolo anche della patria potestà per annientarlo in maniera completa e definitiva,  infliggendogli il dolore più grande tra i dolori, ha contemporaneamente decretato che mezzo DNA farlocco può volare e posarsi dove crede meglio o dove serva alla bisogna. Siamo tutti in pericolo, dunque, siamo tutti esposti perché, come ripetiamo da ormai 2 anni, siamo tutti Bossetti.

Ora è arrivato il momento di far sentire le nostre voci, di dimostrare che  un processo blindato, teso a far trapelare il meno possibile, celebrato sottovoce affinché non fosse disturbato il sonno della massa, non può imbrigliare le voci di chi sveglio è stato dal primo giorno, da quell’ormai lontano 16 giugno, e ciò non solo in nome dell’odierno capro espiatorio, ma in nome di chiunque, cittadino sprotetto e medio, potrebbe un giorno dover fare i conti con una situazione simile, dove in nome dello strapotere, nella foga di difendere interessi e poltrone,  del mantenere intatto lo status quo delle cose ed inalterati certi equilibri, chiunque è sacrificabile.

Come degna conclusione per ogni processo mediatico che si rispetti, persino la sentenza è stata letta con qualche minuto di anticipo dai giornalisti di Rete 4, salvo poi urlare all’errore, complice la cecità degli italiani che sin dal primo giorno si sono guardati bene dall’aprire gli occhi, quel minimo che sarebbe bastato,  per comprendere la piega malata che questo brutto fatto andava prendendo. È stata solo la cronaca di una sentenza annunciata? Forse, o forse no.

Chiunque di Voi italiani in età da patente, abbia stappato una virtuale bottiglia in onore di una sentenza di colpevolezza e abbia celebrato l’avvenimento con canti e danze alla “buttiamo la chiave”, sappia che il dna da ieri vola, lo ha stabilito una sentenza della Corte d’Assise di Bergamo e quindi non ci saranno santi a cui votarsi quando sarà il vostro turno, ossia quando sarà il vostro profilo genetico, geneticamente modificato, a spiccare il volo! Dunque, come dicevo sopra, questa non è solo una sentenza di colpevolezza a carico di un operaio qualunque che volentieri dimentichereste in galera,  questa è una passeggiata sulla Luna, un piccolo passo per l’uomo un grande passo per l’umanità…peccato che sia all’indietro.

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5 thoughts on “I PASSI INDIETRO

  1. Pingback: I PASSI INDIETRO – mazzellaerasmo16

  2. E’ stato un processo a porte chiuse come nei regimi dittatoriali. Vietate le macchine fotografiche; vietate le telecamere; vietati i registratori; pochissime persone (27) ammesse ad assistere; ecco la trasparenza della nostra Giustizia! Ed ecco qual è stata l’incredibile motivazione ufficiale di questa censura: ” il processo non riveste particolare interesse per il pubblico “. Sì avete capito bene: il caso Yara non è interessante !

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  3. Forse ancora non si è compreso (tutti noi) che siamo entrati nell’era in cui la Giustizia è proiettata verso schemi applicativi strettamente pratici, di efficienza organizzativa; i problemi da superare (a cura dei Magistrati) sono quelli dell’arretrato, del contenimento dei tempi, della ragionevole durata dei processi. In tale contesto rientra anche e sopratutto il processo Bossetti, che per di più ha visto il perpetuarsi di consulenti, esperti, professori e luminari vari, oltre che di uno spropositato numero di indagini tecniche che si sarebbero perpetuate all’infinito se non fossero arrivati ad incastrare in qualche modo un “poveraccio”, sostanzialmente privo di mezzi economici e che mai avrebbe potuto contrastare quell’immensa mole di atti d’accusa (oggettivamente fragili) e di soloni alla mercè dello Stato. Motivi per i quali, dato gli elevati costi (in termini di spese anticipate dallo Stato) che ne sono derivati, non poteva non essere sacrificato il più debole degli agnelli. E vedrete, poi, alla fine, anche il tipo di motivazione che ne deriverà: in forma semplificata, al fine di offrire quella risposta – dal “servizio giustizia” – efficiente e comprensibile alle masse; con uso spregiudicato dei criteri ermeneutici e lessico tratto dal mondo aziendale e di laboratorio, lontano anni luce dai “topos” giudiziari. Evviva! Il mostro è stato catturato! Poveri noi…

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  4. Pingback: I PASSI INDIETRO – Passione delle cose belle

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